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Tassazione vincite SuperEnalotto: quanto si paga davvero di tasse
di Davide Regna
, aggiornato il , lettura di 6 minuti
In breve. Le vincite al SuperEnalotto fino a 500 euro sono esenti da imposte. Sopra i 500 euro si applica una ritenuta del 20% sulla sola parte eccedente, trattenuta alla fonte: il vincitore incassa già l’importo netto e non deve dichiarare nulla nel 730.
La formula è Netto = Vincita − [(Vincita − 500) × 20%]. Su una vincita di 1.000 euro si pagano 100 euro e se ne incassano 900; su 50.000 euro se ne incassano 40.100.
Come funziona la tassazione al SuperEnalotto
Dal 1° marzo 2020, tutte le vincite al SuperEnalotto superiori a 500 euro sono soggette a una ritenuta fiscale del 20% sulla parte eccedente tale soglia. Le vincite fino a 500 euro sono completamente esenti da imposte. La ritenuta viene applicata alla fonte: il vincitore riceve direttamente l’importo netto, senza dover dichiarare nulla nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi.
Questo significa che se vinci 1.000 euro, la tassa si calcola su 500 euro (1.000 − 500 di soglia esente): paghi 100 euro di tasse e ne incassi 900. Per vincite più alte il calcolo è identico, ma gli importi cambiano notevolmente.
Esempi pratici su quote realmente pagate
Le tabelle di esempio che si trovano in giro usano quasi sempre cifre di comodo. Qui invece ci sono quote effettivamente assegnate, con il concorso di riferimento indicato: le prime quattro righe vengono dal concorso n. 123 del 1° agosto 2026, mentre per il “5+1” e per il jackpot abbiamo preso l’ultimo concorso in cui quelle categorie sono state centrate alla data dell’ultimo aggiornamento, il 13 settembre 2026.
| Categoria | Vincita lorda | Imposta 20% | Netto |
|---|---|---|---|
| Punti “2” | 5,00 € | esente | 5,00 € |
| Punti “3” | 14,43 € | esente | 14,43 € |
| Punti “4” | 127,00 € | esente | 127,00 € |
| Punti “5” | 16.296,19 € | 3.159,24 € | 13.136,95 € |
| Punti “5+1” | 298.087,96 € | 59.517,59 € | 238.570,37 € |
| Jackpot “6” | 223.173.416,83 € | 44.634.583,37 € | 178.538.833,46 € |
Fonti: concorso n. 123 del 1° agosto 2026 per le categorie da “2” a “5”; concorso n. 129 del 13 agosto 2026 per il “5+1”, centrato da due giocatori con questa quota ciascuno; concorso n. 146 dell’11 settembre 2026 per il jackpot, il “6” di La Valletta Brianza. Le quote di ogni concorso sono consultabili nell’archivio estrazioni.
La formula è sempre la stessa: Netto = Vincita − [(Vincita − 500) × 20%]. Come si vede dalle prime tre righe, le categorie basse restano quasi sempre sotto la soglia dei 500 euro e non subiscono alcun prelievo: nella pratica la tassazione riguarda il “5”, il “5+1” e il “6”.
La storia della tassazione: come è cambiata
La tassazione sulle vincite al SuperEnalotto è cambiata più volte nel corso degli anni:
- Fino al 31 dicembre 2011: nessuna tassazione sulle vincite
- Dal 1° gennaio 2012 al 30 settembre 2017: ritenuta del 6% sulla parte eccedente i 500 €
- Dal 1° ottobre 2017 al 29 febbraio 2020: ritenuta aumentata al 12%, per effetto del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50
- Dal 1° marzo 2020: aliquota attuale del 20%, introdotta dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020)
In poco più di dieci anni il prelievo è passato da zero al 20%, sempre calcolato sulla sola parte di vincita che supera i 500 euro.
Le vincite vanno dichiarate nel 730?
No. La ritenuta del 20% è applicata alla fonte a titolo d’imposta: una volta trattenuta, con il fisco il conto è chiuso. Le vincite al SuperEnalotto non vanno dichiarate né nel modello 730 né nel modello Redditi, l’ex Unico, e il vincitore non ha altri obblighi fiscali legati alla vincita.
Il ruolo del notaio per le grandi vincite
Le modalità di riscossione dipendono dall’importo: fino a 520 euro si incassa in qualsiasi ricevitoria Sisal, tra 520 e 5.200 euro nella ricevitoria che ha convalidato la giocata o in un Punto Pagamento Premi, tra 5.200 e 52.000 euro con una prenotazione di bonifico in un Punto Pagamento Premi o agli Uffici Premi, e oltre 52.000 euro soltanto agli Uffici Premi, che sono due: Milano (via Ugo Bassi 6) e Roma (viale Sacco e Vanzetti 89).
Molti vincitori di grandi importi si avvalgono di un notaio per anonimato, sicurezza nel trasporto della schedina e assistenza nelle procedure bancarie. La parcella non è tariffata per legge: è un compenso negoziato caso per caso, che secondo le stime di mercato più diffuse si colloca indicativamente tra l’1% e il 3% della vincita lorda.
Il notaio non è obbligatorio: Sisal precisa che all’Ufficio Premi ci si può presentare da soli, con la ricevuta vincente, la carta d’identità, il codice fiscale e l’IBAN per il bonifico: in contanti non viene pagato nulla. Per tutti i dettagli sulla procedura, consulta la guida come riscuotere la vincita.
Quanto spetta alla ricevitoria?
Niente. La ricevitoria non prende alcuna percentuale sulla vincita e non riceve premi per aver venduto la schedina fortunata, nemmeno per un “6”. Il suo guadagno è l’aggio sulle giocate vendute, intorno all’8% della spesa: su una schedina da 5 euro sono circa 40 centesimi, che quella schedina vinca 5 euro o 35 milioni.
Il vincitore riceve l’intera vincita al netto della sola ritenuta del 20%. Se decide di lasciare una mancia al tabaccaio è una scelta personale, non un obbligo.
Tassazione vincite SuperEnalotto 2026: cosa è cambiato
Dal 27 gennaio 2026 è in vigore il nuovo regolamento generale dei giochi numerici in concessione, introdotto dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 dicembre 2025, n. 214, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2026. Il provvedimento riordina in un’unica disciplina Lotto, 10eLotto, MillionDay, SuperEnalotto, Eurojackpot e Win for Life.
Per chi gioca, la novità principale riguarda i limiti di spesa: la posta per combinazione va da 10 centesimi a 200 euro e una singola giocata non può superare 1.000 euro, salvo alcune eccezioni come le giocate sistemistiche. L’aliquota sulle vincite non è cambiata: resta il 20% sulla parte eccedente i 500 euro. Le regole di dettaglio per ciascun gioco vengono definite con successive direttive dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Tassazione a confronto con l’Europa
L’Italia non è il paese più esoso in materia di tassazione sulle vincite, ma nemmeno il più generoso:
- Regno Unito: 0%, le vincite sono completamente esenti
- Francia e Germania: 0% sulle vincite delle lotterie nazionali
- Spagna: 20% sulla parte che supera i 40.000 €
- Italia: 20% sulla parte che supera i 500 €
L’aliquota spagnola è la stessa, ma la soglia esente è ottanta volte più alta: su una vincita da 10.000 euro in Spagna non si paga nulla, in Italia 1.900 euro. Fra i grandi paesi europei, chi vince al SuperEnalotto è quello che lascia al fisco la quota più alta.
Per le quote dell’ultimo concorso, il jackpot attuale e la verifica della schedina, consulta le pagine dedicate.
